Eco/luogo

I cittadini di Rimini sono molto legati ad una festa periodica che si svolge ogni due anni per celebrare la costruzione del Pont de dievul: tutto il Borgo di San Giuliano – che si affaccia provenendo dal nord della città verso il decumano della città, che ha come altro suo cardine l’arco di Augusto – si apre accogliente. Durante la cosiddetta Festa de Borg tutte le case si aprono accoglienti, in festa. Gli usci delle porte di tutto l’antico borgo marinaro sono spalancate e non è raro che dentro si trovi allestito un tavolo con dolci e vino. Anche i turisti che vengono coinvolti in una passeggiata dei vicoli torti del Borgo rimangono affascinati e strabiliati: è un’esperienza antica, lenta, salutare, fatta di rapporti che si incrociano guardandosi negli occhi e che rinsaldano le conoscenze.

Il progetto di riqualificazione dell’area e di pedonalizzazione che si svolgerà parallelamente alle celebrazioni del Ponte di Tiberio mirano a questo: una nuova concezione della vivibilità di quell’area urbana prospicente il centro storico che è contemporaneamente corridoio naturale verso il mare:
- una programmazione di eventi e spettacoli, concentrata soprattutto nel periodo estivo ma che non verrebbe meno durante gli altri periodi dell’anno, incentrata sull’area urbana del Ponte di Tiberio;
- la riprogrammazione dell’assetto viario del canale che porta dal Ponte di Tiberio verso il mare, attraverso la creazione di un nuovo percorso ciclo-pedonale;
- esperienze ed esercizi di cittadinanza partecipata attraverso la sensibilizzazione degli abitanti della città e dei turisti, che potranno fruire dello spazio urbano del ponte in una maniera nuova e maggiormente consapevole;
- riqualificazione degli spazi esistenti e allestimento di nuovi luoghi permanenti, lungo l’alveo del canale, che funzionino come contenitori di interesse culturale, artistico e di socialità nel tempo libero;
- creare cultura comportamentale dell’impatto sul territorio.

La rivoluzione dello sguardo che avverrà nei cittadini e nei turisti che potranno vedere il Ponte e dal Ponte un nuovo panorama, non avendo più come principali protagonisti i mezzi di trasporto, influenzerà anche il piano antropologico. Poter vivere gli spazi, attraversarli usufruendo di nuovi concetti di viabilità e trasporto, tesi al rispetto ambientale e architettonico della zona, farà mutare il paesaggio e, attraverso ciò che si guarda e a come si avrà la possibilità di guardare, la propria posizione nel contesto urbano e sociale.

Mila Fumini